San Paolo in Campo Marzio (Verona)
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E' ammirevole abbellire ciò che ti abbellisce,
custodire ciò che ti custodisce

san Zeno di Verona

Storia

Verso la fine dell'anno mille, sul luogo in cui sorge l'attuale chiesa di San Paolo, fu edificata una piccola chiesa romanica, dedicata ai Santi Pietro e Paolo. Un "breve" di papa Callisto II, del 1122, conferma che tale chiesa era sotto la giurisdizione dei Canonici veronesi della Cattedrale. Nel 1183 questi decisero di ampliare la chiesa. Al loro progetto si opposero i cavalieri templari, che officiavano la vicina chiesa di San Vitale. La causa fu portata nelle mani del vescovo di Vicenza, Giovanni, che appoggiò i Canonici. Il suo giudizio fu confermato da Bernardo, vescovo di Parma, legato pontificio. In quelle circostanze la chiesa fu quasi interamente ricostruita e vi si aggiunse il campanile.

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Il primo parroco di San Paolo, di cui si ricorda il nome, fu Rainaldo, morto nel 1188. La chiesa fu retta dai sacerdoti secolari fino al 1232, anno in cui fu affidata al Terzo Ordine degli Umiliati, per ritornare ai secolari nel 1289. In quell'anno il parroco Ugolino promosse importanti lavori, con l'appoggio del sindaco del Comune, Uberto Becario. Fu terminato il campanile e venne aperto, sul lato destro, un corridoio a comunicazione della sacrestia con il campanile. A metà del '500 fu costruita, a destra dell'altare maggiore la Cappella "Marogna". Nel 1574 fu restaurato il campanile e nel 1636 i lavori interessarono anche la canonica. Tra il 1740 e il 1768 l'architetto Alessandro Pompei trasformò il tempio da romanico a neoclassico, con le linee architettoniche attuali. Lavori di abbellimento furono decisi anche nel 1794 dal parroco Francesco Gerardi e nel 1820 dal parroco Stefano Barrai.

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L'8 marzo 1945, alle ore 15.30, uno dei più terribili bombardamenti aerei colpì anche la chiesa di San Paolo. Le bombe distrussero quasi interamente la chiesa e buona parte della canonica. Furono demoliti tre altari, cinque risultarono danneggiati, mentre i due che si trovavano nelle cappelle rimasero intatti. Fu distrutto anche il battistero. La parrocchia si trasferì provvisoriamente nell'oratorio di "San Giacometto", in via XX Settembre. Finita la guerra, un comitato sostenne l'opera di ricostruzione mentre, dopo la perizia dei danni subiti, il Genio Civile di Verona provvide alla ricostruzione della chiesa e della canonica nelle parti distrutte. Il 24 aprile 1948 la chiesa fu riaperta al pubblico. Nell'autunno 1966 si rimosse l'altare maggiore barocco e su un nuovo pavimento di marmo pregiato fu collocato l'altare con parti del precedente. Le tre pareti del presbiterio furono rivestite da un elegante coro in noce. Il vescovo di Verona mons. Giuseppe Carraro consacrò solennemente il nuovo altare il 28 gennaio 1967 in occasione della festa della "Conversione di San Paolo", titolare della chiesa. Nella primavera del 1987 fu restaurato il campanile e installato il concerto di campane.
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